mercoledì 6 giugno 2007

Oggi in corriera ero vicina al "mio" lui, quello che mi tormento, assilla, stanca con la sua presenza nei miei pensieri.
Mi ha ferito, mi ha illuso di potermi fidare con dolci parole e poi è uscito dalla mia vita senza un ciao, una spiegazione, un'amara consolazione alla sua scomparsa.
Quello che però mi ferisce più di tutto è non riuscire ad allontanarlo davvero, è non avere la forza di odiarlo per quello che mi ha fatto.
Mi spiazza la sua presenza, inibisce ogni mio gesto.
Non mi ha nemmeno salutata, mi si è seduto accanto, infilato le cuffiette e voltato verso il finestrino alla ricerca di una felicità che sono certa neanche lui ha.
Avrei voluto dirgli mille cose, avrei voluto urlargli che non mi può trattare cosi' dopo avermi detto di essere la cosa più bella che gli è capitata...
Invece sono stata a guardarlo, con piccole goccie che mi occupavano sempre più gli occhi, trattenute solo per la soddisfazione di non farmi vedere sofferente.
...Lui con i suoi diciannove anni che l'hanno strappato dalla coerenza di sempre, quella coerennza che gli faceva credere che non avrebbe mai ceduto alle tentazioni della vita.
Con me parlava di queste tentazioni, infinitamente mi ripeteva quanto le odiava, quanto lo avevano ferito.
Mi domando come possa ancora essere innamorata di un ragazzo cosi', che fa tutto quello per cui io sono contraria, che lotta per le cause sbagliate e cede per diventare stupidamente figo nei confronti dei suoi amici.
Eppure continuo a portarlo nel cuore, con mia mamma che continua a ripetermi che mi farebbe solo del male, la mia miglior amica che vanamente mi implora di tornare a vivere e non di vivere per lui.
Ma io non mollo, ferita nella mia parte più nascosta continuo a sperare di riavere la mia magia, la nostra magia.
Quello che mi diceva, quello che mi sorprendeva di lui vive ancora nei miei pensieri e scava ogni giorno di più un solco incancelabile.
Non voglio conoscere nessun altro ragazzo e mi chiudo a riccio quando è il momento di fidarsi di qualcuno.
Non voglio ma lo faccio.
Siamo lontani e sempre di più mi allontana dal mio mondo, involontariamente causa di tanti pianti che pur cercando di controllare occupano le notti più profonde.
Vorrei che tornasse da me, spinta da uno spiazzante egoismo...ma se c'è una cosa che voglio più di tutto il resto, è che smetta di fare quello che fa.
Vorrei implorarlo di tornare quello di sempre, il "ragazzo perfetto" come lo chiamavo io.
Perchè io so che se si comporta cosi' è solo per la paura di affrontare la vita, perchè mostrarsi debole significherebbe dover lottare il doppio.
Non ha voluto me vicina e me ne devo fare una ragione, ma di amici ne ha tanti ed è per loro che deve cambiare.

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